Approfondimento
I pili o fimbrie possono essere paragonati ai tentacoli di una piovra, mentre le adesine alle ventose distribuite sulla loro superficie.
Le adesine sono localizzate nei pili o fimbrie presenti sulla superficie batterica, e sono capaci di aderire a specifici recettori monosaccaridici e/o polisaccaridici situati sulla superficie delle cellule dell'epitelio vescicale. In questo modo, il batterio completa la fase di adesione, neutralizzando l'azione dilavante delle urine (uno dei meccanismi di difesa
naturali contro le infezioni urinarie).
L’E. coli presenta 2 tipi di adesine,
morfologicamente simili, ma che si legano a due recettori differenti:
i pili di tipo 1 - espressi dai ceppi sia uropatogeni sia non uropatogeni - hanno per recettore il D-mannosio (mannosio-sensibili). La Mucosa urinaria è in grado di secernere attivamente glicoproteine con residui di ··mannosio, che si legano avidamente ai pili di tipo I occupando i siti di legame alle cellule uroepieliali. In questo modo il mannosio contrasta l'attecchimento del patogeno e ne favorisce
l'eliminazione urinaria.
le P-fimbrie espresse solo da ceppi uropatogeni, si legano ad un recettore polisaccaridico (mannosio-resistente).
Le PAC del mirtillo rosso americano mostrano un’attività inibitoria molto forte nei confronti delle adesine “mannosio-resitenti” (fimbrie-P).
Per questo motivo mannosio e cranberry sono
spesso associati all'interno di integratori e rimedi naturali per combattere le infezioni urinarie.
Il cranberry esplica questo effetto anche nei confronti di
altri patogeni del tratto urinario; tuttavia non sembra efficace nel far rilasciare i batteri che hanno già aderito alle cellule epiteliali urinarie. La sua efficacia sarebbe quindi maggiore in termini preventivi.
L'attività antiadesiva del succo di Cranberry può risultare utile anche nell'impedire l'adesione ai denti
dei batteri della flora orale, implicati nella formazione e nella stabilità
della placca dentale; analogo discorso per l'Helicobacterpylori,
agente eziologico di molti casi di ulcera peptica.
Il cranberry è ricco di composti fenolici monomerici e polimerici che svolgono un'azione protettiva sulle cellule nei confronti dei radicali liberi, proteggendole dal danno
ossidativo, con effetto benefico e protettivo anche a livello cardiovascolare.
Seppur marginale nel determinarne l'efficacia antisettica, va comunque ricordato anche l'effetto acidificante a livello urinario, che crea un ambiente sfavorevole per i batteri, in particolare per l'escherichia coli.
Studi ed efficacia clinica
In diversi studi controllati il Cranberry o mirtillo rosso americano, oltre ad esibire spiccate proprietà antiossidanti, si è dimostrato efficace nella prevenzione e nel trattamento di infezioni recidivanti e croniche delle vie urinarie.
Segnaliamo a tal proposito una metanalisi del 2004 (Jepson RG, Mihaljevic L, Craig J. Cranberries for preventing
urinary tract infections), che ha indagato l'effetto di varie preparazioni di cranberry sulle infezioni delle vie urinarie. Sono stati inclusi 7 studi clinici controllati.